Eravamo partiti dalla spiaggia di Fiumicello un po’ spaesati, appena scesi all’alba dal treno notturno che dal nord va verso la Sicilia, con ancora il ritmico tutum-tutum negli orecchi, che subito abbiamo affrontato la prima di tante salite, su antiche stradine e scalinate, per arrivare al centro di Maratea, l’unico paese della Basilicata che fa da sentinella al Tirreno, ultimo presidio storico di quella che un tempo era la Lucania, una regione che si estendeva ben più a nord dell’attuale.
Ci accolgono il sindaco e il professor Colangelo per un benvenuto nella piazzetta sotto il municipio e ci invitano cordialmente a un evento speciale e di cui sono molto orgogliosi: nel pomeriggio arriverà la Principessa Elettra, figlia di Marconi, che inaugurerà una mostra di radio d’epoca e un concerto di grammofoni; “rimanete! Siate nostri ospiti!”
L’invito è allettante e la coincidenza curiosa: un ritorno agli albori della comunicazione per noi che abbiamo scelto di camminare e di tenere spento il cellulare durante il cammino.
Ma il Cristo accanto al santuario di San Biagio, con le sue braccia allargate, ha un fascino più accattivante e non vediamo l’ora di salire in cima per ammirare uno dei tratti di costa più belli del meridione e per partire dalla stessa località da cui è partito il viaggio delle “Pale eoliche”, il curioso nome, ma non troppo, per una regione che sta provando sulla sua pelle cosa vuol dire il petrolio, che avevano scelto i musicisti della band di Papaleo.
Un’idea di come cambia in pochi chilometri il paesaggio lo abbiamo all’inizio della valle dei Cantarelli dove, dopo un ultimo saluto al Cristo in lontananza, saliamo tra pascoli che ricordano quasi un paesaggio alpino d’alta quota.
I campanacci delle mucche sono l’unico suono che si sente e verrebbe voglia di salire fino in cima al Monte Crivo o al santuario qui vicino della Madonna del Soccorso, meta dei pellegrini di Trecchina, se il cielo non iniziasse ad aggiungere il suono di un cupo brontolio, non certo rassicurante. In poco tempo infatti si scatena un nubifragio violento che ci permette di sperimentare il primo atto di ospitalità dei lucani.
Bagnati, con le nostre mantelle indosso che ci fanno assomigliare a dei mostri gobbosi, chiediamo di ripararci sotto una tettoia di fianco a una fattoria isolata, ma provvidenziale. Ed ecco che i proprietari si fanno in quattro per sistemarci, farci trovare un posto a sedere e dopo una mezz’oretta, visto che il temporale non terminava, ci offrono persino thè e caffè.
La Cooperativa Walden viaggi a piedi, www.waldenviaggiapiedi.it organizza, almeno una volta l’anno e anche su richiesta, questo trekking in Basilicata. Per maggiori informazioni e prenotazioni, basta contattare il nostro staff.



